Un Cyperus Papirus proveniente dal Nord Africa. Indovinate cos'è...
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giovedì 10 luglio 2008
mercoledì 9 luglio 2008
martedì 8 luglio 2008
sabato 5 luglio 2008
Aracee ter
Questa invece è l'Aracea Philodendrum, una specie che ci strizza l'occhio...
Ecco perchè: l'impronta a forma di occhio (con relative ciglia) che resta sul fusto nel caso in cui l'esemplare perda un ramo!
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Ancora Musacee...
Ecco qua il fiore della Musa Paradisiaca, che tra poco diventerà frutto: nient'altro che una banana. La Musa Paradisiaca è infatti il banano asiatico, che produce frutti più piccoli rispetto a quelli che conosciamo, provenienti dall'Africa.
La differenza tra le banane africane e quelle asiatiche è un po' la stessa che c'è tra gli elefanti del Continente nero e i loro "colleghi" indiani...
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Musacee
Questa è invece una Musa Paradisiaca, abitante dell'India e di Ceylon. Di cosa si tratta ? Tra poco lo scoprirete...
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venerdì 4 luglio 2008
Moracee
Questo è un Ficus pandurata, esemplare in grado di crescere fino a 15 metri
Per saperne di più, potete leggervi cosa scrive Wikipedia sul genere Ficus
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giovedì 3 luglio 2008
Piperacee bis
Qui invece potete vedere la particolare infiorescenza di una Piperacea proveniente da molto più a Ovest: dalle Antille
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Piperacee
Forse il nome vi dirà già qualcosa...comunque da questa pianta (Piereaceae Piper Nigrum) si ricava il pepe nero dopo aver essiccato le bacche.
Questa specie è originaria dell'India orientale
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Polipodiacee
Questo invece è il particolare di un'Epiphita, il cui areale originario è (pensateci un poco: non è dietro l'angolo...) l'Arcipelago della Sonda.
Sotto la foglia potete notare delle macchioline di color marroncino: sono le spore, pronte a essere trasportate dal vento e a costituire il mezzo per la riproduzione
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Torniamo a noi...
Ricevuto il primo (bizzarro) ospite ritorniamo sulle nostre tracce...
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venerdì 27 giugno 2008
Aracee
Prima rappresentante della famiglia delle Aracee: questa è l'Aglanoema Treubii.
Il suo areale d'appartenenza è la fascia tropicale di Africa e Asia
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Nella serra tropicale...
Partiamo con la rassegna dei personaggi in cui potete imbattervi nella serra Tomaselli
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martedì 24 giugno 2008
Artax dixit- Le succulente a Pavia
Le varie collezioni di succulente sono ospitate all'Orto botanico di Pavia dalle due serre intitolate a Giovanni Scopoli
Queste le principali famiglie ospitate dall'Orto
Prima serra
Liliaceae
Euphorbiaceae
Cactaceae
Seconda serra
Cycadaceae
Zamaceae
Queste le principali famiglie ospitate dall'Orto
Prima serra
Liliaceae
Euphorbiaceae
Cactaceae
Seconda serra
Cycadaceae
Zamaceae
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martedì 3 giugno 2008
Artax dixit - Le succulente
Sentiamo cosa dice il cavaliere di Asgard a proposito delle succulente
« Le piante succulente sono dotate di tessuti in grado di immagazzinare grandi quantità di acqua, che rendono gli organi in cui sono localizzati ingrossati e carnosi. Per questo motivo vengono spesso e impropriamente definite piante grasse. Esse possono presentare radici, foglie o fusti modificati che assumono forme particolari, sferici o colonnari. L’acqua viene assorbita durante i periodi di pioggia, immagazzinata e resa disponibile durante i lunghi periodi di siccità. Tra i vari accorgimenti assunti dalla pianta, al fine di diminuire le perdite d’acqua dovute alla traspirazione, si possono notare anche l'ispessimento epidermico, la secrezione di cere protettive, la produzione di peluria e spine. Questi adattamenti hanno permesso alle piante succulente di colonizzare habitat caratterizzati da climi tropicali aridi e sub-aridi. Esse crescono prevalentemente in terreni semidesertici, dove si alternano periodi di grande siccità a periodi di piogge più o meno intense, ma possono essere trovate in quasi ogni zona della terra che sia caratterizzata da temperature medie sopra gli 0 °C, durante il periodo della vegetazione, e in cui le piogge siano abbastanza scarse da limitare la crescita delle piante mesofite, o le condizioni del substrato siano ugualmente limitanti. Al contrario di quanto propone l’immaginario collettivo, non si trovano quindi nelle zone completamente desertiche con assenza totale di piogge, in quanto non potrebbero realizzare la riserva idrica minima necessaria alla sopravvivenza».
« Le piante succulente sono dotate di tessuti in grado di immagazzinare grandi quantità di acqua, che rendono gli organi in cui sono localizzati ingrossati e carnosi. Per questo motivo vengono spesso e impropriamente definite piante grasse. Esse possono presentare radici, foglie o fusti modificati che assumono forme particolari, sferici o colonnari. L’acqua viene assorbita durante i periodi di pioggia, immagazzinata e resa disponibile durante i lunghi periodi di siccità. Tra i vari accorgimenti assunti dalla pianta, al fine di diminuire le perdite d’acqua dovute alla traspirazione, si possono notare anche l'ispessimento epidermico, la secrezione di cere protettive, la produzione di peluria e spine. Questi adattamenti hanno permesso alle piante succulente di colonizzare habitat caratterizzati da climi tropicali aridi e sub-aridi. Esse crescono prevalentemente in terreni semidesertici, dove si alternano periodi di grande siccità a periodi di piogge più o meno intense, ma possono essere trovate in quasi ogni zona della terra che sia caratterizzata da temperature medie sopra gli 0 °C, durante il periodo della vegetazione, e in cui le piogge siano abbastanza scarse da limitare la crescita delle piante mesofite, o le condizioni del substrato siano ugualmente limitanti. Al contrario di quanto propone l’immaginario collettivo, non si trovano quindi nelle zone completamente desertiche con assenza totale di piogge, in quanto non potrebbero realizzare la riserva idrica minima necessaria alla sopravvivenza».
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mercoledì 28 maggio 2008
Ecco il primo ospite
Primo esempio di Cactacea
Artax botanico ci dice: «Questa specie appartiene al genere Cereus ed è tipica del Sud america e delle Indie occidentali. Il genere comprende piante molto alte, con spine e lanugine; ha sviluppo colonnare e tendenza a ramificare; le piante mature producono, in primavera-estate, fiori grandi, ad imbuto, bianchi all’interno, di breve durata. Possono resistere sino a temperature di 7-8 gradi».
L'orto di Pavia le ospita all'interno delle serre di Scopoli.
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